CHAD REED INTERVISTA VITTORIA E FUTURO!

Scritto giovedì 26 gennaio 2012 alle 11:01.

Intervista by MotoOnline.com.au
Traduzione by Afro Mazzoni
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Chad Reed intervista – MotoOnline.com.au
Alex Gobert ha raggiunto il collega australiano Chad Reed durante il fine settimana a Los Angeles Supercross e ha messo insieme questa intervista. Così, quando Reed ha vinto lo scorso weekend a Los Angeles, il terzo round dell’ AMA Supercross 2012 al Dodger Stadium, ci siamo tutti esaltati per lui e per tutta la squadra TwoTwo, il Chad è stato così gentile a spendere 20 minuti del suo pomeriggio di Lunedi in California per chiacchierare con Alex per la sua vittoria epica nella notte di Sabato, oltre a condividere alcune cose ha rivelato informazioni sul futuro della sua squadra.

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Congratulazioni per la bella vittoria a Los Angeles. Quest’anno ci sono volute solo tre gare prima di ottenerla, è stata una sorpresa per te, o te lo aspettavi nonostante la caduta nella manche di qualifica?
Chad Reed: Sinceramente, sono un po’ sorpreso dalle modifiche fatte tra la manche di qualificazione e il main event. Si cerca sempre di prevedere come le modifiche possano influire e cosa possano comportare, e come speravamo le modifiche sono andate nella direzione giusta. Ma bisogna sempre osare di più quando  c’è di mezzo la gara e quando sono in ballo i punti per il campionato.
Abbiamo scommesso forte per il main event e le sensazioni erano buone. Fortunatamente per me, mi rompe molto ammetterlo perché purtroppo ne hanno fatto le spese due bravi ragazzi infortunandosi, ma quando c’è stata la seconda partenza, ho avuto anche la possibilità di fare una partenza migliore della prima.
Nella prima ero veramente esterno, così per la seconda il mio scopo era quello di guadagnare l’interno. È una di quelle cose che dopo aver  fatto una volta, la seconda volta riescono meglio, sai come comportarti e come si muoveranno gli altri.
Ho solo provato a fare una buona partenza, cercando di rimanere nelle posizioni di testa e dalla seconda curva ho cercato di guadagnare posizioni. È andata così. Sono stato capace di fare una miglior partenza la seconda volta e trovarmi nelle posizioni di testa. Poi beh, ho guidato bene.
Mi sentivo come se guidassi nel migliore dei modi possibili. Sentivo che le linee che facevo erano molto veloci, ed era davvero una bella sensazione.
In quel momento sei felice perché stai guidando come dovresti, così, in quel frangente,non pensi a vincere o perdere, sei solo contento di quello che stai facendo.
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Tu hai avuto una lunga rivalità con James Stewart, e ovviamente con i due Ryans, Villopoto e Dungey, la rivalità sta venendo fuori, ma quanto bene ti sei sentito nel raggiungere e sorpassare James e nel prendere il comando della gara in quel modo?
È stato fantastico, non posso negare il fatto di aver avuto un duello fiero e leale durante questi anni con James, e nove volte su dieci ne è uscito vincitore lui, è stato davvero bello essere in grado passarlo e prendere il largo con facilità.
Farlo due o tre volte è sempre divertente [ride], il mio scopo è di risultare vincente durante tutto l’anno, sarò molto felice di rifarlo.
Comunque, voglio dire, per quanto sia solo una gara e mi senta bene nel farlo, cioè di sorpassarlo e seminarlo, è sempre una grande soddisfazione farlo.
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Villopoto è davvero molto veloce, ma nelle ultime due gare ha dovuto recuperare da due cadute nei giri iniziali. Cosa ne pensi?
Beh, non vedo differenze tra quest’anno e lo scorso anno, o rispetto agli anni precedenti. Voglio dire, Ryan e sempre stato un ragazzo che da tutto per vincere.
Fin da quando era nella categoria lites si capiva che era estremamente veloce e a suo agio nell’esserlo. Ha una grandissima tecnica e il suo modo di correre lo dimostra. Quando è al massimo, è davvero al massimo, e quando invece è in difficoltà veramente in difficoltà.
È davvero un avversario temibile quando centra l’holeshot, e come abbiamo visto nelle precedenti due settimane, anche quando commette errori,  da sempre tutto per vincere. Due settimane fa ha recuperato fino al terzo posto, e nell’ultima gara ha finito la rimonta al quarto posto.
È quel tipo di corridore che conosciamo tutti bene, quel tipo che vuole vincere i campionati, quel tipo che è sempre nel gruppo dei migliori. Di quelli che sono sempre capaci di farlo.
Andando indietro con la memoria Jeremy [McGrath] era uno di quelli, Ricky [Carmichael] era uno di quelli, James è uno di quelli e io sono uno di quelli.
Non è che lui stia facendo qualcosa che non ha mai fatto prima d’ora. Penso che stia andando più forte di tutti gli altri, e per questo riesce a recuperare fino al quarto posto, e per quanto riguarda noi, siamo capaci di stare davanti.
Non mi pare che lui sia più veloce o migliore di quanto fosse prima, penso solo che sia un ragazzo davvero veloce ed estremamente talentuoso che non si spaventa e ce la mette tutta anche quando molti mollerebbero.
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Prima tu hai parlato dell’assetto della tua moto, e sei caduto alcune volte quest’anno, compresa quella nella heat a los angeles. Tu hai guidato la honda factory lo scorso anno ma solo per le ultime due gare del supercross e poi per il National. È solo una questione di abitudine o hai una predilezione per il supercross?
Devo ammettere che le modifiche che facciamo durante i weekend di gara sono davvero minime, non mi era mai capitato di dover lavorare così poco all’assetto della moto durante tutta la mia carriera. Sembra proprio che abbiamo raggiunto un buon livello.
Il cambio di gomma anteriore che abbiamo fatto nella scorsa gara, è una modifica uscita dai test pre stagione, sebbene io ne abbia sentito la necessità solo quando cerchi quel due, quattro, cinque per cento, non importa quale percentuale, in più.
Senti che non puoi andare a quei livelli durante i test per colpa sia del circuito sia della mancanza di competizione, perché si da sempre di più durante le gare di campionato, cerchi sempre di andare un pelo più forte, di rischiare un po di più.
Quindi non fidiamoci troppo di questa vittoria, mettiamola da parte e ricordiamoci che quando passiamo attraverso problemi, abbiamo un Band-Aid.
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Sembra che i principali media australiani e le testate sportive stiano seguendoti molto da vicino. È qualcosa a cui tu, Matt Cousins e le pubbliche relazioni della Fluid avete ovviamente lavorato per alcuni anni, così fa molto piacere vedere che tutto questo lavoro sta dando i suoi frutti?
Si, è davvero bello vedere i propri sforzi ripagati, per di più quest’anno ho fatto, con channel 9, un servizio esclusivo per la prima gara.
Non ho mai visto nulla di simile a quello che ha fatto channel 9, non lo ho visto fare nemmeno per Mick Doohan, Wayne Gardner o Casey stoner.
Per noi avere questa opportunità e ricevere questi ragazzi che si sono impegnati a venire fin qua, è stato davvero emozionante e mi è parso qualcosa di rivoluzionario. Fanno vedere quello che facciamo qui negli Usa, dobbiamo trarre vantaggio dal fatto che la gente vuole vedere ogni aspetto del nostro lavoro.
Come per ogni altra cosa, quando c’è richiesta, devi saperne approfittare e  migliorare. Matt e io abbiamo davvero lavorato duramente per farcela.
Non è una cosa che riguarda il singolo individuo. È merito dello sport in se perché noi gareggiamo in una grandissima disciplina e siamo uno sport adatto a tutta la famiglia. Vogliamo che la gente che ci segue dall’esterno possa vivere le stesse emozioni che viviamo noi.
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Sappiamo tutti che tu sei un grande fan di twitter e lo usi assai, ma cosa è che ti fa seguire personaggi del calibro di Valentino Rossi, Mark Webber, perfino Craig Lowndes. E loro  seguono te  e si interessano di quello che fai?
Beh sai, voglio dire, quelli che hai appena nominato sono tre ragazzi che seguo, son un fan sfegatato degli sport che praticano, come di altri.
Quello che maggiormente amo di twitter è con questo social network si riesce ad approfondire di più che con una semplice intervista. Tutta la storia di facebook non mi ha mai preso più di tanto, twitter è diretto, e il tuo modo di essere che viene a galla.
Così si, credo che sia fantastico perché con twitter pui seguire loro e i loro risultati, cosa pensano, e cose del genere. Essere nominati su twitter da gente del calibro di Webber, Lowndesy e Vale è fottutamente divertente, mi piace davvero tanto.
Credo sia una buona cosa e sono molto onorato che loro seguano me, perché seguo le loro carriere da vicino.
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Lo scorso anno il TwoTwo Motorsport era una novità, un qualcosa di rimediato all’ultimo senza avere molta fiducia in quello che si stava per fare. Tu invece, hai avuto risultati eccellenti e quello passato è stato un anno importante per te,  entrando in questa nuova stagione hai molta più esperienza e il supporto diretto di Honda. Si aspettano risultati migliori dello scorso anno, quindi, nonostante tu sia il capo, senti maggior pressione?
Le aspettative sono sempre fonte di discussione. Sento che ho tutto il necessario per fare bene, come ho fatto la stagione scorsa, ma adesso siamo in una posizione diversa dallo scorso anno, per le prime sei settimane avevamo poca esperienza e avevamo a disposizione praticamente una moto di serie,
C’era una cosa di cui avevo bisogno, un cambio del forcellone anteriore che mi aiutasse a sentire meglio l’anteriore della moto, e la Honda aveva quello che cercavo in magazzino, ma ho dovuto attendere 10 settimane per ottenerlo.
Oggi invece abbiamo a disposizione una vasta scelta di ricambi, siamo coinvolti nello sviluppo della moto per il prossimo anno e tanto altro.
Siamo nel giro e stiamo progredendo, sono  abituato a questo trattamento. In questa situazione dovrebbe essere una cosa normale ottenere gli stessi risultati dello scorso anno. Credo che  siano importanti i risultati che abbiamo ottenuto per ora, però proprio adesso la pressione si fa sentire su di me, con l’aspettativa che io porti il team ad un miglioramento.
Dobbiamo trovare sponsor che ci aiutino e ci permettano di cercare qualche giovane talento. Mi piacerebbe davvero provare ad ingaggiare un Dean Wilson, un Justin Barcia, un Eli Tomac o qualcun altro che ha voglia di misurarsi con la classe 450.
Poi mi piacerebbe provare ad ingaggiare un top driver tipo Villopoto. Lo scopo è di inserire persone nel team che possono permetterci di vincere gare ed essere in lizza per il campionato e far migliorare la squadra anno dopo anno.
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Stavo per chiudere qui l’intervista, ma mi hai dato lo spunto per un’ulteriore domanda. Personalmente credo che tu lo scorso anno abbia fatto abbastanza per meritarti uno sponsor di alto livello per il team con i tuoi risultati e l’organizzazione che hai dimostrato. Questo non è però accaduto, è un segno dell’economia? Vedi sponsor in team che non li meritano? O non vuoi svendere il nome del tuo team per meno di quello che pensi che valga?
Si è così, devo ammettere di aver avuto un po di offerte da produttori di bevande energetiche,  produttori di attrezzature meccaniche ed altro.
Ma è, voglio dire, mi sono imbarcato in quest’avventura perché sono testardo, quindi ritengo che lo sponsor principale debba davvero portare un certo investimento.
Per ora abbiamo alcuni buoni sponsor e Bel-Ray è stata con noi fin dall’inizio, quindi siamo stati felici di estendere la collaborazione per altri due anni. Honda ci ha fornito il supporto migliore, quindi per adesso abbiamo tutto quello che ci serve per competere a buon livello.
Ma per fare il salto di qualità abbiamo davvero bisogno di una grande sponsorizzazione. Non sono come molti team, non mi accontento di poco, non voglio svendermi per poco.
Possiamo dare molto come sport, e abbiamo presa sulle persone di fascia 18-34 anni molto più di ogni altro sport al mondo, sono fiducioso e credo che possiamo fare un buon lavoro e essere un buon veicolo per questa fascia di età.
Cerchiamo giorno e notte lo sponsor giusto, è solo questione di saper aspettare quello giusto, che paghi quello che c’è da pagare per essere il nostro main sponsor, se ciò non dovesse accadere continueremo a cercare. Sono davvero grato alla Bel-Ray per essere stato e tuttora essere un ottimo sponsor per noi.
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Bene perfetto,  non vediamo l’ora di conoscere i tuoi piani per il futuro.
Grazie amico.
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