ANTONIO CAIROLI RISPONDE ALLA LETTERA APERTA DI PAOLO MARTIN!

Scritto martedì 30 dicembre 2014 alle 00:34.

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ANTONIO CAIROLI RISPONDE ALLA LETTERA APERTA DI PAOLO MARTIN!
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Dopo aver ricevuto la lettera aperta di Paolo Martin inerente al film di Cairoli, lo stesso Antonio risponde con una sua lettera riprendendo i punti di cui parla il Team Manager veneto.

Come vi abbiamo già detto la volta scorsa, vi chiediamo di prendere ed elaborare quanto scritto e se vorrete potrete lasciare un messaggio CLICCANDO il link, ci raccomandiamo solo dei commenti che potete lasciare!

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Buona lettura!

LETTERA APERTA PAOLO MARTIN
https://www.mxbars.net/2014/12/24/lettera-aperta-di-paolo-martin-al-film-di-cairoli/#OtYLrSkihqV8Clm1.99

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Salve Sig. Martin,
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ho letto con sorpresa la sua lunga lettera, e l’ho anche riletta perché molte cose le trovo inspiegabili, tanto che mi è venuto da pensare che lei il film non l’abbia proprio visto.
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Cominciamo chiarendo che io non le ho mai chiesto di fare un’intervista per il film, né tantomeno ho deciso come tagliare il suo intervento o quello di qualcun’ altro. Il film è su Antonio Cairoli ma non è stato né ideato, né realizzato né diretto né prodotto da Antonio Cairoli.
I produttori sono due ragazzi olandesi che hanno raccolto immagini e interviste e hanno realizzato il film.
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A cosa si riferisce quando dice ‘cosa ti abbia spinto a fare quelle dichiarazioni,’ quali dichiarazioni?  Nel film non c’è alcun mio giudizio nei confronti del suo team, non c’è alcuna mia dichiarazione in merito alla professionalità del team o alla competitività delle moto. Ho soltanto espresso la mia opinione sui due anni, nei quali pur vincendo un titolo italiano, abbiamo ottenuto meno di quello che ci si aspettava e dopo la seconda stagione non avvertivo più la fiducia del team, mi sentivo un po’ abbandonato a me stesso, e per il futuro mi era stato proposto di correre il campionato triveneto. Credo di avere il diritto di esprimere la mia opinione su un periodo della mia vita.
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Dovevo forse nascondere che ho sofferto il fatto di stare lontano da casa, di non essermi ambientato e di voler tornare a casa? Credo sia qualcosa che mi sia concesso di dire, oltretutto senza aver indicato motivi particolari. E lei sa benissimo che qualche motivo particolare l’avrei anche potuto indicare, ma io non ho nessun rancore come invece lei crede, e tantomeno nei suoi confronti, e non ho alcuna difficoltà a confermare che mi ha spesso accolto in casa e aiutato.
E’ poi probabile che nel film gli autori abbiano evidenziato il momento difficile (è pur sempre un film), ma il mio ricordo dei due anni da Martin non è solo negativo, e il riassunto di quello che penso di quella esperienza  è scritto da anni, virgolettato a mio nome, sulla pagina ‘About me’ sul mio sito web (tonycairoli.com): “‘Al mondiale motocross, classe 125, sono arrivato nel 2002: tre gare. Per me era l’avverarsi di un sogno, quasi non potevo credere di essere in mezzo a quei campioni che seguivo da quando ero bambino. A Genk, la prima, non mi sono qualificato e la mia gara d’esordio è stata Loket, Repubblica Ceka. Quell’anno si correva su manche unica. Per me neanche un punto, ventunesimo! In Russia qualificato e ritirato. E’ stata comunque una bella esperienza, che è servita a capire le difficoltà e il livello del mondiale. Nel 2003 ho partecipato a tre gran premi (Italia, Belgio e Germania) sempre con il Team Honda Tiscali di Paolo Martin ma non mi sono mai qualificato.
E’ stata comunque una bella esperienza” – c’è scritto, ed è quello che penso anche se non sono uno che si guarda dietro.
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Però, anche perché come dice lei ‘non si diventa un atleta completo in qualche mese’, se un pilota che dopo due stagioni e zero punti al mondiale, e la prospettiva di correre il campionato triveneto, cambia team e in due stagioni fa 1014 punti al mondiale, forse qualcosa col primo team non ha funzionato.
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Infine non posso nasconderle che non condivido la sua scelta di fare una lettera aperta su argomenti di cui avremmo potuto parlare in privato, e in conclusione mi trovo a dover respingere con decisione la frase dove afferma: “-mi piacerebbe venisse rispettata la dignità del lavoro svolto, l’impegno e l’esperienza messe anche a tua disposizione-“ , che considero offensiva nei miei confronti: io ho sempre molta attenzione al rispetto di tutti e non ho mancato di rispetto a nessuno.
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Sono dispiaciuto per questa sua reazione al film, ma ripeto che non ho niente di personale contro di lei, e anche nelle mie parole nel film non c’è niente contro di lei.
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Per quanto mi riguarda questa discussione si può considerare chiusa. E’ il momento di pensare al 2015.
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Distinti saluti.
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Antonio Cairoli

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For the attention of Mr Martin,
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Last week, on christmas eve, I found myself having to read your long ‘Open’ letter twice and I found many things that were surprising… so much so that I think that you didn’t even watch the movie that seems to be a source of your complaint.
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First of all I want to make clear that I’ve never asked you to make an interview for the film and that I never decided to cut your or anybody else’s words. The movie is about ‘Antonio Cairoli’ but was not conceived, made, directed or produced by me. The producers are two Dutch guys that have collected images and interviews and then created the movie. So I’m curious to know what you mean by:  ‘what might have led you to make these statements’?
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In the movie I do not express any judgment against you or your team and there are no statements from me personally about the professionalism of your team or the competitiveness of the bikes. I just aired my opinion about the two years, in which we won a national title, but we achieved much less than what we wanted and after the second season I felt isolated and without any confidence in the team. Especially concerning plans for the future that were to ride the regional (Triveneto) championship. I think I have the right to express an opinion about a period of my life.
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Should I hide the fact that I suffered by staying away from home? That I was sad and wanted to return to Sicily? I think it’s something that I’m allowed to say and I have every right to. And I never gave any specific reasons when you know that I could have also reported some…but I have no grudge or bad blood against you and will never do so for what happened in the past. I have no problems acknowledging the fact that you helped me and invited me into your home.
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Maybe the moviemakers have highlighted the difficult or dramatic moments of my life and career (it’s a movie!), but my memory of those two years is not wholly negative. The summary of what I think of that experience has been in existence for a long time and is even written on the page ‘About Me’ on my website (tonycairoli.com): ‘I arrived in 2002 at the motocross world championship (125cc): three races. For me it was a dream come true, I almost could not believe to be in the middle of those champions that I followed since I was a child. In Genk, the first race, I did not qualify; my debut race was Loket, Czech Republic. The result was: twenty-first and I didn’t get any points! In Russia I qualified but I DNF. It was anyway a good experience, that helped me to understand the difficulties and the level of the world championship. In 2003 I participated in three races (Italy, Belgium and Germany) with Honda Tiscali but I never qualified.’
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‘…It was anyway a good experience…’ – I believe this is what you will find is written and this what I think, even now.
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When you say: ‘Do you really imagine you became an accomplished rider in just a few months’… I cannot help but believe when a rider after two seasons and zero points in the world championship standings (and facing the prospect of riding a regional championship) changes team and in other two seasons scores a total of 1014 Grand Prix points that maybe it shows that something with the first team did not work?
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Finally I cannot hide my distaste with your choice to write an open letter on things that we could have discussed between us. In the end I have to reject firmly your phrase: ‘I should like to see some respect for the worth of our efforts, and for the commitment and experience placed at the disposal of everyone, yourself included.’ I consider it offensive because I am the first person to pay respect to everybody and make my best effort not to disrespect anybody!
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In the end I’m sorry to see and read about your reaction to the movie but I can confirm that I have nothing against you personally…and I believe I underlined this with my comments on film.
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I think this discussion can be considered as closed. I have to think about 2015 and for sure the same applies for you.
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With best regards
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Antonio Cairoli
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